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IntegrArte – Scultura e ceramica dell’integrazione

IntegrArte – Scultura e ceramica dell’integrazione

Ci sono le esperienze, i ricordi ed i sentimenti più intimi dei migranti al centro della mostra “IntegrArte”, inaugurata il 27 settembre 2017 dalle cooperative La Gemma e IRS L’Aurora presso i locali del centro di aggregazione di Via Martiri della Resistenza ad Ancona.

Attraverso la pittura con la sabbia e la ceramica raku si lascia il segno di storie individuali e collettive e di viaggi disperati. “Siamo molto felici che questi ragazzi abbiano avuto la possibilità di esprimersi tramite  qualcosa che rappresentasse in parte le loro origini e che questo si sia potuto realizzare nel qui e ora della nostra accoglienza. Un’integrazione attiva, che passa anche dall’arte” sottolinea Irene Santoni, responsabile del servizio Welcome, il progetto di accoglienza cittadini stranieri e richiedenti protezione internazionale gestito dalle due cooperative.

La tecnica raku nacque nel 1500 in Giappone. Il termine giapponese raku significa “comodo, rilassato, piacevole, gioia di vivere”.  “Si tratta dell’armonia tra la terra, il fuoco e l’aria: elementi fondanti della natura” dice John Udeh Obande, maestro e direttore del laboratorio. “Grazie a questa tecnica i ragazzi si avvicinano alla natura, ricordando il loro paese o il villaggio dove sono nati”. Il laboratorio di ceramica raku nasce nel gennaio 2017 perché le cooperative La Gemma e IRS L’Aurora hanno ritenuto necessario offrire agli ospiti del progetto uno spazio dedicato, dove poter creare ed esprimersi, anche al fine di aiutarli ad esternare le loro esperienze passate. “All’inizio i ragazzi non capivano bene di cosa si trattasse – prosegue John – per cui erano in pochi a frequentare il laboratorio, ma dopo aver visto che le creazioni di alcuni ospiti ricordavano loro la propria esperienza e la propria cultura, hanno rivalutato il centro, considerandolo un posto dove potersi incontrare, scambiare idee e sentirsi a proprio agio”.

E sono proprio i ragazzi e  le ragazze di Welcome, insieme alle loro opere, i protagonisti di questa manifestazione “Questo laboratorio mi è piaciuto molto perché anche in Africa ho fatto questo lavoro ed è per questo che mi ricorda la mia terra e la mia casa a Kolda”- mi racconta INSA, ragazzo senegalese che si scusa per il suo italiano stentato, ma che con grande energia e fervore sottolinea il suo piacere nel poter lavorare insieme ai suoi amici e ai ragazzi italiani. Il progetto Welcome, infatti accoglie studenti e gruppi scout, che nella condivisione ed integrazione riconoscono il loro futuro “ Le cooperative hanno deciso di investire su uno luogo che è uno spazio di creatività, di incontro ed uno spazio che è stato arricchito non solo dai nostri ospiti, ma anche dai ragazzi dell’Istituto d’Arte Mannucci di Ancona, venuti per sperimentare l’alternanza scuola-lavoro, e dal gruppo scout Agesci Ancona 8”, ci tiene a precisare la coordinatrice Costanza Schiaroli.  “Questo è un esempio positivo di come ci si possa incontrare tra culture diverse, creando qualcosa di nuovo e bello insieme”.

Attraverso le loro opere, i ragazzi del progetto Welcome interpretano, meglio di molti giornalisti ed opinionisti, quello che sta succedendo alle persone che, per le ragioni più diverse, fuggono e migrano dai propri paesi verso l’Europa. Lo fanno utilizzando un linguaggio universale e comune a tutti gli esseri umani di qualsiasi colore o nazionalità: l’arte.

Perché è possibile dimostrare che esistono altri linguaggi oltre a quelli che negli ultimi tempi troppo spesso ci si trova ad ascoltare o a leggere sui giornali, dove spesso si fa spazio ai discorsi dell’odio passati per opinioni politiche e sentimenti comuni. E’ per questo che la presidente della Gemma, Orietta Zitti, ci tiene anche a ringraziare tutti gli operatori del servizio Welcome, i quali “nonostante le quotidiane difficoltà e la sempre più diffusa cattiva informazione, hanno comunque continuato a fare il loro lavoro e ad aiutare tutti i nostri ospiti. Siamo consapevoli che la convivenza tra persone di cultura diversa non sia sempre facile ed immediata, e che esistono anche migranti non in grado di rispettare a pieno le regole del paese che li ospita, ma sappiamo anche e meglio che la maggior parte delle persone accolte vengono da storie terribili, hanno bisogno del nostro aiuto, sono aperti e disponibili alla nuova vita in cui si ritrovano ed hanno una grande voglia di integrarsi. Questa mostra è solo un piccolo esempio, ma molto chiaro, di quello che di positivo c’è nell’accoglienza ai migranti”.

Nell’allestimento, tra i colori vivi di un vaso e le sabbie colorate di un quadro, trovano spazio anche opere di forte impatto visivo, che rielaborano il memoriale funebre dei viaggi in mare. La mostra non sottolinea le differenze, ma mette in gioco la volontà di conoscersi reciprocamente e di incontrare mondi lontani a tutti coloro che non sono in grado di poterli frequentare. “Oltre ad essere bella ed interessante, questa esposizione dimostra che le persone possono entrare in relazione non solo scrivendo o parlando, ma anche costruendo degli oggetti e mostrando le proprie abilità”, dice il presidente dell’IRS L’Aurora, Stefano Trovato. “L’esposizione sottolinea come le persone che vengono qua come migranti in cerca di un progetto nuovo si siano fermati a Welcome anche per costruire, pensare e manipolare qualcosa che raccontasse di loro”.

Tante le persone presenti all’inaugurazione della mostra, rimasta attiva solo il 28 e 29 settembre così da poter restituire ai legittimi fruitori gli spazi che li hanno visti protagonisti.

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